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La Bicicletta

Il primo abbozzo di bicicletta è stato  scoperto dal Prof. Augusto Marinoni, verso la metà degli anni '60, durante i lavori di restauro del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.

Esso è venuto alla luce   dopo il distacco di due mezzi fogli incollati da Pompeo Leoni alla fine del XVI secolo su un foglio di supporto di detto codice. Il disegno, trovandosi sul verso di un foglio che il Leoni aveva diviso in due metà, era rimasto invisibile per oltre 360 anni, e nessuno ovviamente poteva in quel tempo aggiungere nuovi scritti o disegni. Secondo il Marinoni  l'autore del disegno dovette essere il piccolo allievo e modello di Leonardo detto Salaì, che è l'unica parola scritta sul foglio. L'allievo copiava un disegno del maestro.

Il termine bicicletta nacque in Francia verso  1860 e rimpiazzò il termine velocipede.

Si racconta che nel 1791 (periodo della rivoluzione francese) il Conte Mede de Sivrac avesse sviluppato un veicolo a due ruote, chiamato celerifero.

Ma la prima bici fu utilizzata da un impiegato statale del Gran Ducato di Baden in Germania. Karl Drais inventò la sua Laufmachine (macchina da corsa)  nel 1817 che fu chiamata dalla stampa draisine (o anche draisienne, in Italia draisina) e più tardi velocipede.
Nel giugno 1817 questo tipo di costruzione fece 13 km. Si spingeva col piede.

Succesivamente prese forma la vera bici chiamata Safety Bicycle del 1889 . La ruota anteriore venne enormemente ingrandita fino al limite della misura interna della gamba del ciclista (più larga era la ruota più lontano si andava con una sola pedalata), quella posteriore fu accorciata ed il telaio reso più leggero. Eugene Meyer viene ora considerato il padre della High Bicycle . Nel  1869 Meyer inventò le ruote con i raggi (riducendo sensibilmente il loro peso) e produsse un bel modello di High Bicycle fino agli anni 1880.

Pochi anni dopo si creò  il copertone pneumatico rendendo le bici più veloci e più ammortizzate.  Nascono le prime milizie ciclistiche. In Italia, nel 1900 esistevano già quattro compagnie di bersaglieri ciclisti e nel 1909 la Bianchi ricevette una commissione per fornire le prime biciclette pieghevoli ai reparti ciclisti dell'Esercito Italiano.

Nel 1960 si iniziò ad usare la bici per l’esercizio fisico aumentando così il business ed il loro numero. Col passare del tempo si cercò di renderla più leggera e più ammortizzata.

Al giorno d’oggi esistono una moltitudine di aziende che producono bici ed accessori di vario costo. La scelta oltre a dipendere dalle proprie tasche deve essere orientata in base all’utilizzo.
Una bici da down-hill (discesa) anche se robustissima non potrà mai andare bene per un viaggio o per delle escursioni fuori porta perché pesantissima e con una impostazione non adatta a viaggiare.
Il nostro modesto  consiglio è  di affidarvi nella scelta del mezzo e degli accessori ad un negozio specifico nel settore ,  e non ad un grande magazzino , perchè vi saprà consigliare al meglio ed  anche successivamente in caso di problemi, e per la  manutenzione,   saprà come operare e dove intervenire.


BICICLETTA DA CORSA



Facilmente riconoscibile per il manubrio ricurvo, ruote dal diametro di  28 pollici con spessore stretto.
Ha una predisposizione "corsaiola",  infatti  è pensata per le competizioni in ogni sua parte e negli ultimi anni vi è stato un grosso progresso in tal senso affinché ogni ciclista possa esprimere al meglio le proprie potenzialità. Non vi è più la scelta del mezzo fra un panorama di possibilità, ma una progettazione ad personam, dalle misure del telaio ai vari componenti.
Il peso delle attuali bici da corsa è di poco inferiore ai 10kg per le più economiche e può arrivare a 6-7 kg per le biciclette più costose. Per le competizioni agonistiche l'UCI ha stabilito un peso minimo di 6,800 kg per la salvaguardia della salute dei ciclisti, in quanto bici più leggere potrebbero non essere strutturalmente resistenti in condizioni limite (discese ecc.).

MOUNTAIN BIKE



E’ il mezzo per eccellenza adatto ad un uso fuoristradistico e in condizioni estreme.
I telai per mountain bike sono caratterizzati dall'avere una geometria diversa da quelli per bici da strada, tendenzialmente più "compatta" a parità di misura, per conferire maneggevolezza e resistenza. Negli ultimi anni si è diffusa la geometria detta "sloping" che presenta il tubo orizzontale fortemente inclinato verso il basso e il tubo reggisella conseguentemente molto lungo.
Adottano cerchi da 26 pollici e pneumatici più o meno tassellati di abbondanti sezioni , variabili in base all’utilizzo ( nel fango , nelle pietraie etc… ).

Ne esistono principalmente di due tipi :
• Front : hanno una ammortizzazione anteriore che rende più confortevole la marcia su sterrati
• Full : hanno ammortizzatori anteriori e posteriori , sono sicuramente le più comode ma più pesanti delle precedenti ed hanno il difetto di disperdere parte della energia trasmessa ai pedali.

La scelta dipende sempre dall’utilizzo e dalle proprie tasche,  ma state attenti a non farvi attrarre  da prezzi stracciati : una bicicletta  da 100 € acquistata al centro commerciale potrebbe andare benissimo per andare a fare la spesa allo stesso centro,  se abitate vicino!

CITY BIKE

Sono una via di mezzo tra una bicicletta  da strada e una mountainbike, e sono  utilizzate da chi non è spericolato  come i Bikers fuoristradisti e non è nemmeno esigente come quelli stradali. È caratterizzata dalla presenza dei parafanghi e del carter che protegge i pantaloni o le gonne dallo sporco della catena, ruote da 26 o da 28 pollici.
Si prestano bene ad un utilizzo cicloturistico comodo, dato anche dalla posizione in sella più rilassata rispetto alle cugine.


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