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LA MOUNTAINBIKE

La scelta della mtb risulta quanto mai ardua, in questo articolo spieghiamo le differenze tra i diversi tipi in commercio.
Distinguiamo due  categorie tra le Mtb mono ammortizzate, le  xc e le  marathon.  Entrambe prevedono un telaio front con forcella ammortizzata, con obiettivi differenti per quanto riguarda prestazioni e comfort: le prime, ovviamente, puntano alla massima performance nella pedalata, le seconde, invece, alla comodità.

La posizione in sella è  distesa in avanti, con attacco manubrio lungo e piega dritta e stretta (max 60 cm). Si tratta di bici nervose e reattive, per rendere al meglio nelle accelerazioni brucianti, ma come conseguenza sono piuttosto rigide con un assorbimento di urti alquanto limitato. La forcella anteriore è  da 80 mm di corsa, con una tendenza a portarsi sui 100 mm per i modelli pensati per le granfondo, ove il comfort è  più  impor­tante, in quest'ultimo caso anche il telaio è un poco più comodo e di conseguenza la componentistica ha un occhio di riguardo su questo aspetto. Facciamo un passo indietro, al telaio, votato alla leggerezza, in genere in alluminio o carbonio. Per il peso, stiamo sotto i nove chili per le front da gara, poco oltre per le mtb da escursionismo. Per quanto riguarda la geometria, angolo sterzo chiuso intorno ai 71° (bici reattiva, ma non tanto stabile, richiede una guida precisa), top tube lungo e piantone sella verticale, in genere 73-74 gradi. Sul versante componentistica, abbiamo v-brake per le "race", con i dischi presenti a partire dalle marathon, gomme da almeno 1,8", al massimo due pollici.

Le bici  ammortizzate dette anche Full.

Come impostazione di base la biammortizzata da granfondo è assimilabile alla corrispettiva front per quanto riguarda allesti­mento e posizione in sella. Compare la sospensione posteriore (80-1.20 mm di corsa), con un peso complessivo che sale di circa  un chilo rispetto alla sorellina da xc. Le sospensioni sono ottimizzate per il rendimento nella pedalata, bloccabili o con sistemi di smorzamento delle oscillazioni indotte da questa, tramite valvole  inerziali o filtro sulla compressione alle basse velocità . Anche in questo caso conta la comodità , soprattutto sulle lunghe distanze, con una pedalata redditizia ma non stancante. La posizione in sella è sempre distesa ma un poco più rialzata, con attacco leggermente più corto e piega rialzata (anche 63 cm di larghezza).

FullEscursion


Qui passiamo a una categoria più   divertente , mettendo da parte la prestazione pura. Quindi, attenzione al comfort complessivo, assetto rilassato, componentistica votata al miglior compromesso tra leggerezza e resistenza alle sollecitazioni.
Come conseguenza, le full da escursionismo sono meno scattanti e leggere rispetto a quelle marathon, di cui possono condividere la corsa alla ruota, da 120 a 150 mm, ma non sono questi gli aspetti che le caratterizzano, qui contano, infatti, il divertimento, la sicurezza, la comodità . Abbiamo un assetto di guida rialzato, piega rise (630-660 mm} e attacco relativamente corto, angoli sterzo e sella di 68-69° e 73°, gomme con sezione di 2,2 pollici. Solitamente troviamo una forcella con corsa variabi­le, così  da trovare un assetto ideale per la salita e divertirsi p discesa quando è  tutta estesa. Le sospensioni sono entrambe bloccabili, o con idraulica assistita per ottimizzare la pedalata e non penalizzare l'assorbimento degli urti.

Full All-Mountain/enduro


E' la categoria in maggiore crescita negli ultimi tempi, la I ragione è semplicissima, unisce emozioni e sensazioni trasmesse dal freeride, alla soddisfazione di raggiungere la fetta con le proprie gambe dell'approccio xc. Sintetizzando, l'anima vera del mountain biking moderno.
Per  la geometria e sospensioni (tutte ad aria), permettono di girare con sicurezza e grande divertimento in tracciati anche solamente discesistici, ovviamente con un approccio meno  aggressivo rispetto alle freeride, ma in ogni caso pochi ostacoli sono preclusi a una moderna A-M. La sospensione posteriore è studiata per ridurre al minimo le oscillazioni [indotte dalla pedalata, con un valido assorbimento degli urti di piccola a grande intensità. La posizione di guida è curtata al massimo controllo del mezzo e comfort su sentieri sconnessi, con piega rialzata da almeno 660 mm e attacco corto. L'equipaggiamento può  avere pezzi in comune con le full da escursionismo, come reggisella/sella, attacco/piega, trasmissione.
Invece forcella, ruote, gomme e impianto frenante sono dimensionati per fornire grande robustezza e affidabilità . Su alcuni modelli, quelli pensati per il massimo divertimento e sicurezza in discesa, può  comparire il guida-catena per doppia corona

Freeride


Queste mtb hanno due  valenze, la prima  per percorsi scorrevoli e artificiali , con telaio compatto sospensioni da 120-160;   oppure passiamo al quelle più pesanti e resistenti ma maggiormente impegnative con sospensioni posteriori  da 180 e oltre. Il divertimento è l'aspetto preponderante più che la ricerca del tempo migliore come nella dh.

Il peso è messo in secondo piano in una disciplina in cui robu­stezza e sicurezza sono fondamentali. In fatto di sospensioni, la tendenza è di avere una monopiastra davanti, 180 mm, per rendere la guida più  godibile e permettere ai più stilosi di mandare x-up sui salti. Entrambe le sospensioni sono sensibili a inizio corsa con una progressione decisa alla fine, per evitare fondocorsa in atterraggio da salti o nelle compressioni più  feroci. Corona doppia o singola, con bash e guidacatena, per la trasmissione, e la componentistica dimensionata per l'abuso del freeride, tra cui l'impianto frenante fondamentale come le ruote e gomme. Assetto alto davanti, con attacco corto e piega rialza­ta (oltre 690 mm), sella bassa d'ordinanza per finire.

Full Downhill


Si trovano all'opposto rispetto alle xc  race. L'obiettivo è la lotta contro il tempo, al contrario di quanto accade nel freeride. La strut­tura è  ridotta all'osso per gareggiare: corona singola con guidacatena, geometria e sospensioni regolabili per affrontare il meglio ogni percorso. I pesi limite sono intorno ai 17 chili, con massimo sui 20. La sospensione posteriore parte da 180 per arrivare a 250 mm, ultrasensibile e regolabile, davanti forcella doppiapiastra da 170-200 millimetri. La tendenza attuale è  avere un movimento centrale basso per ottenere una bici guidabile sui percorsi più tortuosi, facile da inserire in curva.

Giuseppe L.V.


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